Isolamento termico delle intercapedini vuote

L’efficienza termica di un’abitazione può essere migliorata intervenendo sulle superfici opache oltre che attraverso sistemi tradizionali (il più diffuso è sicuramente il cappotto esterno), anche effettuando il riempimento delle intercapedini vuote.


Intercapedini vuote. Di cosa si tratta.

Una stima ANCE – Cresme del 2012 sottolinea come oltre il 60% del patrimonio edilizio italiano (circa 7 milioni di immobili) sia precedente al 1971. All’epoca la principale tecnica di realizzazione delle tamponature degli edifici prevedeva la posa di “due paretine in laterizio separate da un’intercapedine d’aria”. Pertanto  in Italia, ad oggi, esistono circa 7 milioni di immobili realizzati con intercapedine vuota.

L’utilizzo di tale tecnica trovava giustificazione nel potere isolante dell’aria; si pensava, infatti, che l’intercapedine potesse fungere da isolante termico. In realtà lo spessore dell’intercapedine influisce in maniera determinante sull’efficienza energetica della parete oltre che sul comfort abitativo. In particolare solo in intercapedini di limitato spessore (2 o 3 cm) l’aria ferma all’interno poteva rappresentare un buon isolante; per spessori superiori, come si riscontra quasi sempre, si attivano dei veri e propri moti convettivi che contribuiscono a disperdere il calore.

Il vero motivo  per cui si costruiva con intercapedine vuota stava nella rapidità di esecuzione ed economicità che tale scelta consentiva alla luce del fatto che prima della Legge 10/91, a causa del boom edilizio e del bassissimo costo del combustibile, si costruiva senza la minima attenzione al risparmio energetico e senza alcuna progettazione inerente all’isolamento termico dell’involucro o alla scelta di componenti che potessero garantire le minime prestazioni energetiche.

La tecnica dell’insufflaggio

L’isolamento ad insufflaggio prevede il riempimento dell’intercapedine vuota presente all’interno delle murature con del materiale isolante.

In linea generale tale tecnica viene effettuata attraverso una rete di fori nella parete attraverso cui viene “insufflato” del materiale all’interno dell’intercapedine. Si procede al suo riempimento sempre dal basso verso l’alto con comunicazione del materiale isolante da foro a foro fino a quelli più alti. A riempimento completato i fori vengono chiusi, pronti ad essere imbiancati.

La scelta del materiale influenza in maniera significativa la prestazione termica  raggiungibile oltre che la tecnica di intervento. Principalmente si distinguono tre tipologie di materiali:

Materiale sciolto

I materiali più utilizzati sono vermiculite, sughero, polistirene, vetro cellulare, argilla espansa.

Materiale inizialmente liquido

Si tratta di resine poliuretaniche o ureiche (ad esempio ISOFOR) che vengono iniettate in forma di schiuma e successivamente solidificano in modo che un successivo intervento, come l’apertura di tracce, non possa causare una fuoriuscita del materiale

Lastre rigide

In questo caso tra le due paretine si va a posizionare una lastra rigida di materiale isolante. Ovviamente, a differenza dei primi due casi, questa tecnica non è applicabile nel caso di pareti esistenti.

Vantaggi

Il vantaggio principale di tale tecnica è sicuramente il costo contenuto facilmente ammortizzabile oltre che dal risparmio energetico immediato e dall’abbassamento dei consumi in bolletta anche dal meccanismo delle detrazioni fiscali del 65% recentemente prorogato a tutto il 2017.  La detrazione fiscale, se il lavoro viene eseguito dal condominio, può arrivare fino al 75% con evidenti vantaggi economici per l’utente finale.



L’isolamento termico delle pareti interne è inoltre un intervento efficace e veloce (è sufficiente una singola giornata lavorativa per isolare le intercapedini di un appartamento), che non richiede permessi comunali e che si può fare anche nel singolo alloggio di un condominio.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico consideriamo, ad esempio, la stratigrafia di un classico muro a cassetta con blocchi in laterizio di spessore 12 cm sia all’interno che all’esterno ed un intercapedine d’aria di 6 cm.

Intervenendo con la tecnica dell’insufflaggio la parete dell’esempio può migliorare la sua performance energetica di oltre il 60%.

Svantaggi

Gli svantaggi principali sono essenzialmente due legati alla presenza di ponti termici ed al rischio di condensa interstiziale. Per questo è essenziale rivolgersi a professionisti qualificati che attraverso una diagnosi energetica dell’edificio ed indagini strumentali (ad esempio termografia) siano in grado di individuare le criticità principali ed indirizzare verso la scelta migliore.

Affidarsi sempre a professionisti ed imprese qualificate

Affidarsi ad aziende che da anni svolgono questa attività quotidianamente e che conoscono perfettamente i migliori materiali isolanti e i loro comportamenti nelle intercapedini è il segreto per ottenere il massimo rendimento termico da una coibentazione delle pareti. Coibentarecasa.it, tra le varie realtà presenti nel settore, costituisce la scelta migliore per chi è interessato a realizzare l’insufflaggio delle pareti interne, un’opera di riqualificazione energetica necessaria per aumentare il vostro benessere abitativo.